Partiamo prima dell'alba dal bivacco Feltre dove abbiamo dormito (vedi qui per il giorno precedente).
Le prime luci infuocano il Piz de Méz e il Piz de Sagrón saliti il giorno prima.
L'ardente Sass de Mura.
Ci alziamo sul fianco ovest del monte per raggiungere la cresta sud.
Di nuovo Piz de Méz e Piz de Sagrón, con in basso i bivacchi Feltre e Bodo.
La bella cresta sud del nostro monte.
La salita è più impegnativa rispetto al Piz de Méz e al Piz de Sagrón.
L'infinita bellezza della conca di Cimònega.
Prossimo anno?
Panorama splendido verso le Pale di San Martino.
Le arditissime crode delle Pale di San Martino: da sx Sass Maor, Cima di Ball, Campanile Pradidali.
Meglio iniziare a scendere, ché la strada è ancora lunga.
In basso a dx il Passo del Comedón, da cui si scende giù per l'«intaiada».
Ultimo sguardo alla meraviglia di Cimònega.
Tornati sul sentiero iniziamo a percorrere le «banche del Comedón» lungo cenge impressionanti.
È un sentiero CAI, ma l'esposizione è massima in certi punti.
Girato l'angolo ci affacciamo sulla val Slavinàz, che deve essere interessante risalire dal basso lungo una traccia di cacciatori.
Vediamo la bella Forzèla de l'Om che ci apprestiamo a raggiungere.
La Punta del Comedón appena salita. Leggo ora sulla monografia di Hauleitner (Le Alpi Venete 1973-74) che c'è una via di I° grado che parte Forzèla de l'Om. Ci avrebbe fatto risparmiare ore!
Punta e Corno: come ci si arriva su quest'ultimo, di cui mancano notizie su internet? Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Oltrepassata Forzèla de l'Om ci affacciamo nel magico mondo di Erèra-Brandòl. Questa giornata è stata davvero bella anche per questo motivo: metà giornata «dolomitica», con rocce pareti e facile arrampicata; l'altra metà di rilassamento in mezzo a verdi e dolci pendii.
Mentre io mi faccio un sonnellino Luciana e Jenny salgono sul monte Brandòl.
Scendendo verso i Piani Eterni.
Il colore rossastro del monte Brandòl, una meraviglia.
Piani Eterni, quanta bellezza.
Giù per l'interminabile e micidiale strada forestale che serve le malghe dei Piani Eterni. Dal lago della Stua vediamo, sopra i prati, la Punta del Comedón, con più in basso l'impressionante cengia (o «banca») erbosa che abbiamo percorso (collegamento Cimònega - Forzèla de l'Om).