«e il sole calante le aguglie
tinga a le pallide Dolomiti
sì che di rosa nel cheto vespero
le Marmarole care al Vecellio
rifulga, palagio di sogni,
eliso di spiriti e di fate...»

(Carducci, Cadore)

Cima di Vallonga nord, dalla val Longa.
Le Cime di Vallonga viste dalla Pala di Meduce.
Cima di Vallonga sud, dal rif. Chiggiato.
In mezzo la Cima di Vallonga sud, vista dal rif. Chiggiato, fra Pala di Meduce a sx e Monticello a dx.
La conca della Val Longa vista da cima Bagni.

Primo di due giorni passati nelle Marmarole dormendo al bivacco Tiziano.
Per il secondo giorno (Cima del Tiziano e Pala del Meduce) clicca qui.


Dalla val d'Ansiei saliamo verso i Lastoni delle Marmarole.

Splendido il rif. Tiziano!

La conca del rif. Tiziano è di una bellezza superiore.

Il bivacco si apre?

C'inoltriamo nella val Longa: in centro le due cime che desideriamo raggiungere.

Ecco la cima nord di Vallonga.

Sotto le magnifiche pareti colorate del monte Schiavina.

Iniziamo ad attaccare il monte da ovest.

Cima del Tiziano e Pala del Meduce, che saliremo il giorno dopo.

In cima alla Vallonga sud.

Monticello: magnifico, inespugnabile.

Laggiù la cima nord, ma come ci si arriva? Non abbiamo alcuna informazione!

Proviamo per cresta ma no grazie; in compenso una bella vista della Cima sud con dietro il Monticello.

Scendiamo e imbocchiamo un canalino per la cima nord.

Molto frequentata la cima nord eh!

Torniamo giù verso il bivacco: troppo bella la cima nord!

I Lastoni delle Marmarole: laggiù la Croda Alta de Somprade.

Monticello, magnifico.

Ultimo sguardo alle Cime di Vallonga, con la sud avvolta dalle nubi.

Cime di Valtana.

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«Vi ho annoiato assai ma non ho alcuna pretesa. Ho scritto come vi avrei parlato: qualcuno mi avrà capito, specialmente chi della vita non ha che dolore e delusione. I monti lo innalzano verso l'universo, incontro alle stelle, offrendogli un dolce balsamo che gli placa per un istante l'animo ed il cuore e gli fa bere di quel nettare ristoratore che ancora sa dare la natura colla sua sincerità, colla sua semplicità, colla sua bellezza, col suo profumo e colla visione dell'infinito.» (*)
(*) Tratto da: Umberto Tinivella, Alpi e Alpinismo (1942)